Inizio a scrivere questo articolo alle ore 0:06 del 26 ottobre 2008. O sono piuttosto le ore 23:06 del 25 ottobre?

Ma no, chiaramente sono le 0:06. Al cambio dell’orario mancano ancora quasi tre ore; eppure, come molti altri, potrei aver già spostato indiestro le lancette dell’orologio: il momento preciso serve solo per quei servizi che sono erogati anche in piena notte. Quindi, ora completerò questo articolo e lo pubblicherò, e poi andrò a dormire, non senza aver spostato i miei orologi più importanti.

Certo, sarebbe divertente se iniziassi l’articolo tra le due e le tre, e impiegassi meno di un’ora a completarlo… potrei iniziarlo, che so, alle tre meno dieci, e finirlo alle tre meno venti! Possibile, per un nottambulo impenitente… e affascinante, per una persona ossessionata dalla mancanza di tempo! Se non altro, io non dovrei subire contraccolpi particolari legati al cambio d’orario: andando a dormire regolarmente alle due per svegliarmi alle sette, non farà molta differenza andare a dormire all’una… e magari per qualche giorno almeno dormire un’ora in più.

Non essendo però assolutamente certo che il cambio d’orario avvenisse stanotte,  poco fa sono andato a verificarlo sulla prima pagina online di uno dei principali quotidiani nazionali, e così,ho trovato conferma del mio sospetto. Ho però trovato anche la citazione di un commento del Codacons, forse la più combattiva associazione di consumatori italiani, che critica ferocemente la prassi del cambio orario. Citando dal loro comunicato stampa:

Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre gli italiani saranno costretti a spostare nuovamente le lancette degli orologi un’ora indietro per via del ritorno all’ora solare. Secondo una ricerca del Codacons, però, l’80% degli italiani è stufo di questi continui cambi e vorrebbe che l’ora solare venisse definitivamente eliminata a tutto vantaggio dell’ora legale.
[…]
Ci sono poi i costi per la variazione di orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, videoregistratori, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto… problemi nelle transazioni finanziarie.
Per questo il Codacons chiede che si cambi la Direttiva 2000/84/CE e che, almeno in Europa, si elimini definitivamente l’ora solare.

Come non dar loro ragione? Sicuramente cambiare orario due volte l’anno, a distanza di cinque mesi, è completamente assurdo. Però anche l’adozione tout court dell’ora legale porterebbe a conseguenze non meno assurde: in pratica, sarebbe equivalente a spostare l’orario di tutti i servizi e di tutte le abitudini. In realtà, l’adozione e il successo dell’ora legale non fanno altro che dirci che i nostri orari sono troppo spostati rispetto alle ore di luce: ci svegliamo alle sei o alle sette, iniziamo l’attività lavorativa alle otto o alle nove (o anche alle dieci), e continuiamo fino alle sedici o alle diciassette. Poi abbiamo un po’ di spesa, di vita sociale, la cena, e a letto non prima delle ventitré.

Con l’ora solare, il sole culmina a mezzogiorno: noi ci svegliamo tipicamente cinque ore prima (alle sette), e andiamo a dormire undici ore dopo. È evidente che nei paesi in cui la giornata è più breve, ma non così breve da essere irrilevante (come nella penisola scandinava o in Islanda), questo porta a sfruttare male le ore di luce.

Il Codacons ha ragione, il cambio d’orario è del tutto privo di senso; ma anche spostare l’orologio rispetto al ritmo del sole non ha molto senso. La vera soluzione sarebbe quella di adattare il ritmo della nostra società a quello del sole: svegliarsi alle cinque del mattino, iniziare a lavorare alle sette, smettere alle tredici, e andare a dormire alle ventuno. Seguire insomma un ritmo più vicino a quello dei contadini di un tempo.

Il cambio d’orario non è altro che un palliativo, una compromesso rispetto all’evidente impossibilità di convincere un’intera società ad adottare un ritmo di vita più naturale. La possibilità di svegliarsi a sole già alto è probabilmente ancora percepito come un privilegio aristocratico: un’elegante presa in giro verso noi stessi, un presunto innalzamento dello stile di vita per tutti, come il mitico pollo su ogni tavola. Impossibile dire a un pendolare, che si sveglia alle cinque per essere al lavoro alle otto, di anticipare la sveglia alle quattro: più facile spostargli surrettiziamente l’orologio avanti di un’ora…

Annunci